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	<title>Studio Lodetti</title>
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	<description>Soluzioni innovative per la comunicazione d&#039;impresa</description>
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		<title>Altro che morto, il marketing non è mai stato così vivo</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 13:17:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studiolodetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ultimamente sempre più di frequente ci si imbatte sulla rete in articoli che tristemente annunciano la scomparsa del Marketing. Il tutto è dovuto all&#8217;intervento di Kevin Roberts, Executive Director della Saatchi &#38; Saatchi in cui afferma che il marketing, il management e la strategia sono morti. Da un lato l&#8217;affermazione è indubbiamente corretta: la strategia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente sempre più di frequente ci si imbatte sulla rete in articoli che tristemente annunciano la scomparsa del Marketing. Il tutto è dovuto all&#8217;intervento di Kevin Roberts, Executive Director della Saatchi &amp; Saatchi in cui afferma che il marketing, il management e la strategia sono morti.</p>
<p><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/05/marketing-is-dead.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-805" title="marketing-is-dead" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/05/marketing-is-dead.jpg" alt="" width="548" height="261" /></a></br><br />
Da un lato l&#8217;affermazione è indubbiamente corretta: la strategia e di conseguenza il management non funzionano più. Piani strategici lunghi mesi sono ormai dannosi, attualmente sono sufficienti  settimane per avere enormi incertezze. Le aziende devono essere reattive e pronte a reagire agli input del mercato in tempi rapidi, le risorse a disposizione delle aziende sono notevolmente diminuite, sopratutto la risorsa tempo.</p>
<p><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/05/old-vs-new.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-806" title="old-vs-new" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/05/old-vs-new-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>D&#8217;altra parte generalizzare il marketing per poi condannarlo a morte è un grave errore per un CEO di uno dei più grandi gruppi di marketing del mondo. <a href="http://martissima90.it/il-marketing-e-morto-e-adesso/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=il-marketing-e-morto-e-adesso">A lasciarci è stato il marketing &#8220;tradizionale&#8221;</a> unidirezionale, una scomparsa che dovrebbe fare poco clamore, infatti non è morto negli ultimi due anni, è morto molto tempo fa con l&#8217;avvento dei social network, blog, smartphones, tablet, ecc. Nell&#8217;epoca delle reti, della socialità, dell&#8217;on demand e della co-produzione, per il vecchio marketing non c&#8217;è più spazio ma nessuno ne piangerà la scomparsa, era un marketing lento, scarsamente reattivo e a volte invadente quindi fastidioso.</br><br />
Il nuovo marketing &#8220;2.0&#8243; si è evoluto sulle ceneri del marketing tradizionale di cui ha conservato i principi principali: definizione dei bisogni dei clienti, sviluppo di relazioni e comunicazioni bidirezionali, creazione di valore aggiunto, ecc sono elementi che <a href="http://www.techeconomy.it/2012/05/15/il-marketing-e-morto-ma-mi-faccia-il-piacere/">non smetteranno mai di essere importanti</a> per le aziende e i consumatori.</p>
<p>Il marketing 2.0 si concentra nel dare voce e identità ai brand aziendali ed è il cliente che diventa il canale di vendita primario oltre che la fonte di feedback a basso conto e attendibili. Sopratutto in nell&#8217;attuale periodo economico per le imprese è fondamentale sviluppare reti e relazioni, insomma sviluppare una socialità anche tra imprese. Le campagne pubblicitarie, grazie alla viralità delle informazioni e alle nuove tecnologie che ne consentono una fruizione on-demand, diventano intrattenimento e vera e propria comunicazione.</p>
<p><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/05/nike4.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-807" title="nike4" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/05/nike4-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a></br></p>
<p>Il marketing si evolve continuamente e sempre più velocemente: le tecniche che hanno funzionato fino ad ora sono scadute e le tecniche odierne sono destinate a scadere. Ciò nonostante il marketing vivrà a lungo e resterà un elemento di fondamentale importanza per la sfera sociale ed economica.</br></br></p>
<p><a href="http://www.studiolodetti.it">www.studiolodetti.it</a></br></br></p>
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		<title>Il &#8220;cloud&#8221; sta cambiando internet</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 11:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studiolodetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[APPLICATIVI WEB]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNET]]></category>
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		<description><![CDATA[Il &#8220;cloud&#8221; viene spesso inteso come applicazione che sfrutta la tecnologia internet, ma in realtà le applicazioni cloud sono molto più: il termine &#8220;cloud&#8221; non si riferisce unicamente a questa caratteristica ma anche ad una serie di tecnologie innovative che utilizzano come piattaforma la rete. Contrariamente a ciò che accade con l&#8217;acquisto di software tradizionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/04/1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-783" title="Cloud" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/04/1-300x235.jpg" alt="Clouds" width="300" height="235" /></a>Il &#8220;cloud&#8221; viene spesso inteso come applicazione che sfrutta la tecnologia internet, ma in realtà le applicazioni cloud sono molto più: il termine &#8220;cloud&#8221; non si riferisce unicamente a questa caratteristica ma anche ad una serie di tecnologie innovative che utilizzano come piattaforma la rete. Contrariamente a ciò che accade con l&#8217;acquisto di software tradizionale tramite licenza, con gli applicativi cloud viene acquistato un servizio che viene pagato a tempo o a consumo. Il vantaggio offerto da questo sistema è che le imprese pagano unicamente ciò che ottengono, con notevoli risparmi. Un altra caratteristica distintiva rispetto al tradizionale concetto di software riguarda la compatibilità: le applicazioni basate sul cloud computing offrono, infatti, una compatibilità maggiore, non essendo legate all&#8217;hardware dei sistemi. Anche i nuovi devices come smartphone o tablet possono essere sfruttati come piattaforma per l&#8217;utilizzo delle applicazioni cloud. Questa caratteristica, in particolare, offre i maggiori vantaggi sia agli sviluppatori (un unico prodotto per ogni piattaforma) che ai consumatori (portabilità su ogni dispositivo personale o aziendale).
</p>
<p>La macro categoria cloud include una serie di <a href="http://www.businessinsider.com/faq-what-exactly-is-the-cloud-2012-3">tecnologie differenti</a>:</p>
<p><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/04/2.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-784" title="2" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/04/2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>&nbsp;
</p>
<p>• <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Software_as_a_service">SaaS (Software as a service):</a> Questo tipo di applicativi viene trasmesso tramite internet solitamente in modo gratuito o con sottoscrizione mensile, in questa categoria troviamo Dropbox, iCloud ed Evernote.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;
</p>
<p><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/04/4.png"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-785" title="4" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/04/4-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>
</p>
<p>• <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Platform_as_a_service">PaaS (platform as a service):</a> Questa categoria non include applicativi, ma <a href="https://www.enovaweb.it/">piattaforme</a> in grado di permettere agli utenti di sviluppare i propri applicativi su misura, in questa categoria troviamo Salesforce o Glooge Apps. E&#8217; in questa categoria che si ritrovano i complessi applicativi utilizzati dalle aziende come CRM, CMS o gestionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prima del cloud computing per le grandi compagnie l&#8217;acquisto di software si traduceva in grosse spese: le licenze software sono legate a singole macchine. Se più computer aziendali necessitano di un determinato software era necessario acquistare più licenze (vendute a pacchetti). Le nuove tecnologie internet non si basano più sul concetto di prodotto (infatti, sui computer aziendali non viene installato nulla), ma di servizio: qualunque computer dotato di browser e connessione può diventare una workstation. Con l&#8217;attuale grado di sviluppo delle infrastruttura internet è ormai chiaro che quesat tecnologia diventerà lo standard del futuro, sia per quanto riguarda applicazioni aziendali che private. Anche fuori dagli ambiti lavorativi negli ultimi anni si è assistito alla crescita esponenziale di servizi (per la maggior parte gratuiti) che si basano su internet. La maggior parte degli utenti si è ormai abituata al progressivo avvento del cloud computing e abbandono del software tradizionale:
</p>
<p><a href="http://www.bitrebels.com/social/social-networking-is-already-using-the-cloud-infographic/">gli stessi social network</a> permettono di svolgere funzioni molto complesse senza richiedere alcuna installazione dagli utenti.
</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-787" title="Social netowrk cloud" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/04/5-546x1024.jpg" alt="Social netowork cloud computing" width="546" height="1024" /></p>
<p>&nbsp;
</p>
<p>Tutti i grandi colossi informatici mondiali si stanno muovendo in questa direzione: tra due settimane è prevista l&#8217;uscita del servizio storage cloud gratuito di <a href="http://www.webnews.it/2012/04/17/google-drive-5-gb-gratis/?ref=post">Google (GDrive)</a>. Questo tipo offre ai propri utenti uno spazio storage di 5 giga utlizzabile per caricare e condividere ogni tipo di file online.</p>
<p>&nbsp;
</p>
<p><a href="file:///C:\Users\Seven\Desktop\www.studiolodetti.it">www.studiolodetti.it</a></p>
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		<title>Perchè per le aziende il logo è fondamentale?</title>
		<link>http://blog.studiolodetti.it/perche-per-le-aziende-il-logo-e-fondamentale/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 13:43:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studiolodetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I loghi sono ormai una delle componenti primarie della vita moderna, ognuno di noi nella sua giornata ne incontra svariati: di imprese, istituzioni, prodotti, canali televisivi ecc. Il concetto alla base della creazione di un logo è quello di rendere un qualcosa riconoscibile e unico a prescindere dagli scopi commerciali. Non a caso il primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><html><br />
<body></p>
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<p>I loghi sono ormai una delle componenti primarie della vita moderna, ognuno di noi nella sua giornata ne incontra svariati: di imprese, istituzioni, prodotti, canali televisivi ecc. Il concetto alla base della creazione di un logo è quello di rendere un qualcosa <a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/04/SPQR.jpg"><img class="alignright  wp-image-749" title="SPQR" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/04/SPQR.jpg" alt="" width="180" height="160" /></a>riconoscibile e unico a prescindere dagli scopi commerciali. Non a caso <a href="http://www.logopro.it/blog/2012/04/ogni-logo-ha-la-sua-storia/"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff; font-size: small;"><span style="color: #0000ff; font-size: small;">il primo logo della storia</span></span></span></a> è il famoso SPQR romano: &#8220;Senatus Populus Que Romanus&#8221;, sigla e simbolo che definiva i servizi municipali dell&#8217;antica Roma.</p>
<p><br/><br/></p>
<p><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/04/lowenbrau-logo.jpg"><img class="alignleft  wp-image-748" title="lowenbrau logo" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/04/lowenbrau-logo.jpg" alt="" width="201" height="280" /></a>Il secondo marchio più antico sembra essere del 1383 ed è quello della birra Lowenbrau, che rappresenta il proprio prodotto con il simbolo araldico del leone dorato su sfondo blu. Questi due esempi storici ci mostrano come da sempre si abbia avuto il bisogno di associare un prodotto o un servizio a una forma grafica / testuale, per accrescerne il prestigio. Il concetto di riconoscibilità infatti si viene a sviluppare nell&#8217;800 quando con le rivoluzioni industriali nasce la produzione in serie, quindi la necessità di differenziare i vari prodotti.</p>
<p>E&#8217; proprio dall&#8217;800 che nascono alcuni dei marchi, ancora oggi, tra i più riconosciuti globalmente: Michelin nel 1898, Coca Cola 1886, General Electric 1892, New York Times 1851, <a href="http://www.crearelogo.it/i-6-marchi-piu-antichi-e-duraturi-damerica/"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff; font-size: small;"><span style="color: #0000ff; font-size: small;">ecc</span></span></span></a><span style="color: #2b2b2d; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><span style="color: #2b2b2d; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><span style="color: #2b2b2d; font-family: Times New Roman; font-size: small;">. </span></span></span>Per alcune aziende storiche è innegabile che il proprio marchio abbia dato un notevole contributo al successo del prodotto negli anni, ad esempio la Coca Cola che infatti lo ha lasciato praticamente inalterato.</p>
<p><span style="color: #2b2b2d; font-size: small;"><span style="color: #2b2b2d; font-size: small;"><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/04/coca-cola_1905.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-743" title="coca-cola_1905" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/04/coca-cola_1905.jpg" alt="" width="415" height="191" /></a></span></span></p>
<p><span id="more-755"></span><br />
Nel 900 si ha l&#8217;esplosione della creazione di loghi, dovuta all&#8217;aumento esponenziale della produzione industriale di prodotti, infatti, è qui che nasce l&#8217;esigenza primaria dello sviluppo di identità forti aziendali che offrano differenziazione. Negli anni 2000 invece le aziende sviluppano la necessità di comunicare i propri valori e filosofia, di slegarsi dal freddo concetto di impresa multinazionale e mostrarsi socialmente attive. Anche in questo caso l&#8217;evoluzione della necessità si è tradotta in loghi più espressivi e meno istituzionali. In futuro si prevede una progressiva semplificazione dei loghi che verranno sempre più associati a colori e forme geometriche, come (scherzosamente) hanno <a href="http://www.huffingtonpost.com/2012/02/19/logos-past-future-corporate_n_1285622.html?ref=mostpopular"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff; font-size: small;"><span style="color: #0000ff; font-size: small;">provato a fare su huffingtonpost</span></span></span></a><span style="color: #2b2b2d; font-size: small;"><span style="color: #2b2b2d; font-size: small;">:</span></span></p>
<p><span style="color: #2b2b2d; font-size: small;"><span style="color: #2b2b2d; font-size: small;"><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/04/loghi-futuri-1.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-745" title="loghi futuri 1" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/04/loghi-futuri-1-300x228.jpg" alt="" width="355" height="285" /></a></span></span></p>
<p><span style="color: #2b2b2d; font-size: small;"><span style="color: #2b2b2d; font-size: small;"><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/04/loghi-futuri-2.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-746" title="loghi futuri 2" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/04/loghi-futuri-2-272x300.jpg" alt="" width="367" height="340" /></a></span></span></p>
<p>I loghi nel tempo subiscono trasformazioni o restyling ma l&#8217;esigenza a cui <a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/04/loghi-figurati1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-756" title="loghi figurati" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/04/loghi-figurati1-51x300.jpg" alt="" width="59" height="337" /></a>rispondono resta la stessa: comunicare. Erroneamente si pensa che la comunicazione offerta dal marchio debba essere indissolubilmente legata al prodotto che propone, ma il mercato è pieno di aziende di successo che vengono rappresentati da <a href="http://www.inventivadna.it/blog/grafica/regole-per-ottenere-un-logo-professionale/"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff; font-size: small;"><span style="color: #0000ff; font-size: small;">loghi che non mostrano il business aziendale</span></span></span></a>. Infatti, un logo deve essere in anzi tutto semplice, avere colori identificativi e armoniosi, quindi facile da ricordare, loghi troppo complessi o eccessivamente colorati confondono, sono difficili da ricordare e quindi risultano controproducenti. Il logo aziendale viene spesso percepito come elemento aggiuntivo, oppure come importante unicamente nella fase di start up, ma essendo il primo e fondamentale patrimonio di un&#8217;impresa andrebbe <a href="http://www.studiografico-bergamo.it/visualidentity.html"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff; font-size: small;"><span style="color: #0000ff; font-size: small;">curato e aggiornato costantemente</span></span></span></a><span style="color: #2b2b2d; font-size: small;"><span style="color: #2b2b2d; font-size: small;">. </span></span>E&#8217; infatti &#8220;poco utile&#8221; rimodernizzare l&#8217;impresa all&#8217;interno se poi all&#8217;esterno questa viene percepita come vecchia per via della comunicazione inefficace del suo marchio.</p>
<p>Se lo sviluppo di un logo professionale è il primo importantissimo passo nello sviluppo di un&#8217;identità aziendale, il secondo è senza dubbio la protezione dell&#8217;identità e quindi degli sforzi aziendali passati ma anche futuri. La registrazione del marchio, permette di avere la certezza che questo sia indissolubilmente legato all&#8217;azienda ed evita che altre aziende possano copiarlo o imitarlo e sfruttarne il valore.</p>
<p><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/04/logo-bmw.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-747" title="logo bmw" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/04/logo-bmw-300x136.jpg" alt="" width="300" height="136" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="www.studiolodetti.it"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff; font-size: small;"><span style="color: #0000ff; font-size: small;">www.studiolodetti.it</span></span></span></a></p>
<p></body><br />
</html></p>
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		<title>Il 2012 sarà l&#8217;anno buono per l&#8217;e-commerce in Italia?</title>
		<link>http://blog.studiolodetti.it/il-2012-sara-lanno-buono-per-le-commerce-in-italia/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 13:45:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studiolodetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I dati sull&#8217;e-commerce in Italia fino al 2010 parlano di un paese al livello del terzo mondo. Pur dichiarando che il 90% delle piccole e medie imprese operano grazie al supporto di internet, solamente il 3 &#8211; 5% di queste vende i propri prodotti o servizi sfruttando il canale internet. Con il 2011, invece, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><html><br />
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<p><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/shopping.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-720" title="e-commerce" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/shopping-300x260.jpg" alt="vignetta e-commerce" width="300" height="260" /></a>I <a href="http://opendatablog.ilsole24ore.com/2012/02/e-commerce-litalia-cresce-grazie-ai-coupon/#axzz1plbfGDH4">dati sull&#8217;e-commerce in Italia</a> fino al 2010 parlano di un paese al livello del terzo mondo. Pur dichiarando che il 90% delle piccole e medie imprese operano grazie al supporto di internet, solamente il 3 &#8211; 5% di queste vende i propri prodotti o servizi sfruttando il canale internet. Con il 2011, invece, i dati mostrano un improvviso incremento del 25%, imputato alla contemporanea ascesa di Groupon e portali simili che offrono pacchetti di vendite super scontati. Il periodo economico è indubbiamente propizio a questo tipo di vendite, ciò nonostante l&#8217;e-commerce in Italia resta ancora ampiamente al di sotto delle sue reali potenzialità, addirittura al di sotto di paesi come l&#8217;Estonia. Fatto strano se si considera che l&#8217;Italia (nonostante tutto) resta una delle più grandi economie mondiali.</p>
<p><img class="aligncenter  wp-image-715" title="300e-commerce" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/300e-commerce-300x285.jpg" alt="" width="359" height="332" /></p>
<p>Nonostante un 2011 molto positivo e grandi prospettive per il 2012, la situazione in Italia per quanto riguarda l&#8217;e-commerce rimane problematica. I principali imputati per il mancato decollo delle vendite online sono:</p>
<ul>
<li>La scarsa qualità generale delle connessioni italiane.</li>
<li>Un&#8217;inefficiente rete e gestione della logistica.</li>
<li>Diffidenza verso le transazioni online.</li>
</ul>
<p><span id="more-721"></span><br />
<a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/6400083473_e71b12ff3e.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-716" title="6400083473_e71b12ff3e" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/6400083473_e71b12ff3e-266x300.jpg" alt="" width="266" height="300" /></a>L&#8217;arrivo di Groupon in Italia ha sollevato <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/groupon-e-una-delusione/2172407">numerose critiche</a>, tra cui quella di distruggere il commercio elettronico, e addirittura <a href="http://www.tomshw.it/cont/news/dentisti-contro-groupon-per-gli-sconti-esagerati/33597/1.html?pag_commenti=1">il commercio vero e proprio (dentisti)</a>. La vendita di prodotti super scontati (fino al 90%) per aree geografiche ben definite, crea forti squilibri nelle vendite del determinato prodotto nella determinata zona, porta consumatori non interessati al prodotto, potrebbe incentivare la concorrenza sleale e in generale può portare a <a href="http://www.jeffkorhan.com/2011/06/why-groupon-is-a-bad-for-small-business.html">penalizzazioni per le aziende</a> che non sono disposte a diminuire notevolmente i propri ricavi e sottostare alle regole di Groupon.</p>
<p>Va d&#8217;altra parte considerato che rendere accessibili prodotti e servizi a prezzi molto bassi fornisce un notevole vantaggio per i consumatori che, infatti, generalmente apprezzano. Ma il pregio maggiore è quello di aver <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2012-02-27/consumatore-stimola-ecommerce-173227.shtml?uuid=AaNCZfyE">avvicinato moltissime persone</a> al mondo del commercio online, persone che in futuro saranno più propense e meno scettiche. Questo aumento della fiducia verso il commercio elettronico può offrire un gran numero di benefici anche alle aziende, dati anche i cambiamenti che Groupon intende apportare in futuro: divenire un portale in cui le aziende possono autonomamente inserire le proprie offerte.</p>
<p>Sono già molte le aziende che offrono una vetrina dei propri prodotti invitando gli utenti a prendere contatto per maggiori informazioni. Questo sistema, da alcuni considerato erroneamente e-commerce può essere facilmente e rapidamente sviluppato in e-commerce vero e proprio. Le recenti tecnologie web consentono infatti in modo affidabile e sicuro di <a href="http://www.studio-internet.it/ecommerce.html">creare piattaforme di commercio elettronico a costi molto limitati</a>.</p>
<p><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/e-com2.png"><img class="aligncenter  wp-image-717" title="e-com2" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/e-com2-760x1024.png" alt="" width="527" height="730" /></a></p>
<p>Un fattore fondamentale da tenere in considerazione è che la sempre maggiore diffusione di piattaforme portatili internet è in grado di <a href="http://blog.studiolodetti.it/qr-code-marketing/">moltiplicare le potenzialità</a> del commercio elettronico. <a href="http://www.jacktech.it/news/blog/blog-tecnologia/cellulari-smartphone/cellulari-smartphone-nfc-il-futuro-e-l-e-commerce-mobile">La tecnologia</a> in tal senso si sta sviluppando molto rapidamente e trovarsi in una posizione di avanguardia nel suo sfruttamento può determinare le future aziende leader dei vari settori.</p>
<p><a href="http://www.businessonline.it/news/15626/Incentivi-e-commerce-Adsl-finanziamenti-ricerca-piano-Governo-Monti-Passera-ICT.html">Anche il governo</a> si sta (finalmente) muovendo in questa direzione e per giugno sono previsti decreti che incentivano le aziende e i cittadini a sfruttare l&#8217;e-commerce. Nel piano di rilancio dell&#8217;economia questa soluzione, se ben supportata e regolata, è destinata a dare grande impulso al rilancio del commercio e visibilità, anche internazionale, ai prodotti italiani.</p>
</p>
<p><a href="www.studiolodetti.it">www.studiolodetti.it</a><br />
</body><br />
</html></p>
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		<title>E&#8217; finita l&#8217;era dei PC?</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 09:11:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studiolodetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; passato poco più di una settimana dal lancio del &#8220;nuovo ipad&#8221; e sul web circolano con sempre maggiore insistenza voci, anche molto autorevoli, sul possibile inizio del declino dell&#8217;era del personal computer. L&#8217;era dei nuovi devices, come smartphone e pad è solamente all&#8217;inizio e già sta stravolgendo il mercato con ritmi di crescita mai [...]]]></description>
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<p>E&#8217; passato poco più di una settimana dal lancio del &#8220;nuovo ipad&#8221; e sul web circolano con sempre maggiore insistenza voci, anche molto autorevoli, sul possibile inizio del declino dell&#8217;era del personal computer.</p>
<p><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/pc-vs-tablet.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-703" title="pc vs tablet" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/pc-vs-tablet-300x158.jpg" alt="" width="300" height="158" /></a></p>
<p><a href="http://www.jumper.it/siamo-entrati-nellera-del-post-pc/">L&#8217;era dei nuovi devices</a>, come smartphone e pad è solamente all&#8217;inizio e già sta stravolgendo il mercato con ritmi di crescita mai visti prima. La battaglia tecnologica che ha caratterizzato gli ultimi trent&#8217;anni tra Microsoft e Apple si è spenta, la vera battaglia tecnologica ora si sta giocando sulle innovazioni di tablet e smatphone sia per hardware che per sistemi operativi.</p>
<p><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/ios5-vs-android.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-702" title="ios5-vs-android" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/ios5-vs-android-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a></p>
<p><span id="more-704"></span></p>
<p>L&#8217;innovazione nel settore ha registrato negli ultimi anni un aumento enorme, arrivando a modificare in modo profondo le modalità di consumo degli utenti. Dal punto di vista hardware si procede verso una (prevedibile) miniaturizzazione e integrazione dei componenti per renderli il più portabili ma completi possibile. E&#8217; invece il concetto di software ad aver subito i maggiori cambiamenti, dal vecchio concetto di software, infatti, <a href="http://articles.businessinsider.com/2012-03-12/news/31151150_1_app-stores-smartphone-fax-machine">si passa al concetto di app</a> sempre più basate sulla tecnologia cloud computing. Questa tecnologia è la vera grande rivoluzione degli ultimi tempi perché consente di slegare le applicazioni da specifiche macchine o specifiche piattaforme rendendole portabili e universalmente compatibili.</p>
<p><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/cloud-computing-Basics-097.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-701" title="cloud-computing-Basics-097" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/cloud-computing-Basics-097-300x279.jpg" alt="" width="300" height="279" /></a></p>
<p>Tuttavia, dopo il boom iniziale, anche per i produttori di nuovi devices (es. Apple, Google, Amazon) diventa sempre più difficile apportare rivoluzioni sostanziali ai propri prodotti, ne è un esempio il caso dell&#8217;iPhone 4S o del &#8220;nuovo iPad&#8221; che hanno introdotto &#8220;solamente&#8221; miglioramenti.</p>
<p>Gli ultimi anni hanno apportato cambiamenti e innovazioni tecnologiche di altissimo livello, i nuovi devices sono ormai un prodotto insostituibile per quanto riguarda l&#8217;usabilità, la portabilità e sopratutto l&#8217;intrattenimento ma sono ancora ben lontani dal sostituire i personal computer. Nel lavoro, nei giochi, l&#8217;editing, e tutto ciò che richiede una maggiore potenza di calcolo, grafica e comodità il personal computer (sia fisso che portatile) non verrà superato a breve.  Come sostiene Shaw vicepresidente di Microsoft, i nuovi devices si prestano ad un ottimale fruizione dei contenuti, ma anche soltanto per il fatto che per produrli siano necessari dei computer, significa che <a href="http://www.webmasterpoint.org/news/fine-dellera-del-pc-tablet-e-cellulari-non-lo-sostituiranno-mai-lopinione-di-microsoft_p42445.html">il computer resta lo strumento migliore</a>.</p>
<p>I nuovi devices, in particolare i tablet sono riusciti ad aprire una nuova fascia di mercato e a rispondere a tutta una serie di esigenze generiche, ma è ancora molto prematuro parlare di era &#8220;post pc&#8221;. Le statistiche di vendita devono tenere conto del fatto che la vendita di pc è un mercato saturo e sovraffollato da diversi anni, mentre quello dei nuovi devices è nuovo e in piena espansione (per Apple in particolare).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.studiolodetti.it">www.studiolodetti.it</a><br />
</body><br />
</html></p>
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		<title>Nuove brand page di Facebook</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 11:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studiolodetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 30 marzo 2012, tutte le Pagine di Facebook otterranno il nuovo design. Ma quali sono le impressioni del web per le nuove brand page? L&#8217;opinione generale è positiva, molti apprezzano il cambiamento sopratutto perché permette di sviluppare comunicazioni visive sulla pagina stessa più efficaci grazie ad una maggior quantità e ampiezza  di immagini ed [...]]]></description>
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<p><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/zuck-keynote.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-687" title="zuck-keynote" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/zuck-keynote.jpg" alt="" width="517" height="381" /></a></p>
<p>Il 30 marzo 2012, tutte le Pagine di Facebook otterranno il nuovo design. Ma quali sono le impressioni del web per le nuove brand page?</p>
<p>L&#8217;opinione generale è positiva, <a href="http://venturebeat.com/2012/03/03/why-marketers-should-embrace-facebooks-new-timeline-for-brands/">molti apprezzano il cambiamento</a> sopratutto perché permette di sviluppare comunicazioni visive sulla pagina stessa più efficaci grazie ad una maggior quantità e ampiezza  di immagini ed icone.</p>
<p><a href="http://socialmediasurfer.wordpress.com/">Alcuni esempi di nuove brand page</a>:</p>
<p>Red Bull:</p>
<p><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/redbull.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-685" title="redbull" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/redbull.jpg" alt="" width="473" height="163" /></a></p>
<p><span id="more-688"></span></p>
<p>Coca cola:</p>
<p><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/cocacola.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-682" title="cocacola" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/cocacola.jpg" alt="" width="474" height="165" /></a></p>
<p>Starbucks:</p>
<p><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/starbuks.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-686" title="starbucks" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/starbuks.jpg" alt="" width="473" height="175" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I cambiamenti che provocano il maggior scontento sono, d&#8217;altra parte, l&#8217;abolizione delle landing page e la limitazione delle app possibili a 3. Le landing page, in particolare, offrivano il più efficace strumento di marketing e comunicazione, con svariate aziende specializzate nel loro sviluppo. Grazie alle potenzialità dello sviluppo in HTML / Java e la possibilità di sviluppare un gran numero di App, le landing page permettevano l&#8217;integrazione nella &#8220;fan page&#8221; di minisiti dal forte impatto comunicativo e promozionale.</p>
<p>Questi cambiamenti (sia visualizzazione che comunicazione) rispecchiano i maggiori cambiamenti che Facebook sta adottando, sopratutto in ambito di promozione pubblicitaria. Facebook passa, infatti, dal suo concetto di pubblicità sponsorizzata PPC (pay per click) a sistemi più efficaci e articolati (grazie anche alla collaborazione con Nielsen), portando a <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2012/03/pubblicita-facebook-nuovi-formati.html">5 le possibili opzioni pubblicitarie, come illustrato nell&#8217;articolo di: blog.tagliaerbe.com</a>:</p>
<p>• Annunci che appaiono nel News Feed<br />
• Annunci posizionati nella spalla destra della tua pagina<br />
• Annunci nel News Feed del tuo dispositivo mobile<br />
• Annunci che appaiono quando fai il logout<br />
• “Offers&#8221;</p>
<p>Facebook  (come Google) intende avere il maggior controllo possibile sulle tecniche pubblicitarie che sfruttano la sua piattaforma, eliminando le possibilità promozionali che sfuggono al suo controllo e non comportano introiti (landing page).</p>
<p>I cambiamenti di visualizzazione e promozione vengono incontro anche alle esigenze di visualizzazione sui dispositivi mobili. La pubblicità sui dispositivi mobili è fin&#8217;ora sempre stata abbastanza limitata per quanto riguarda Facebook. Con i nuovi cambiamenti i dispositivi mobili diventeranno uno degli strumenti principali di comunicazione pubblicitaria aumentando notevolmente le possibilità di diffusione dei messaggi.</p>
<p><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/new-facebook-ads.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-684" title="new-facebook-ads" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/new-facebook-ads.jpg" alt="" width="462" height="320" /></a></p>
<p>Per quanto riguarda la trasmissione dei contenuti, le novità sono senza dubbio molto positive: dalla visualizzazione classica, si passa ora, con l&#8217;introduzione della &#8220;Time line&#8221; ad una trasmissione più visuale e creativa permettendo lo sviluppo di conversazioni più efficaci. Sono proprio le conversazioni uno dei punti chiave del cambiamento: viene introdotta la possibilità per gli utenti di contattare direttamente l&#8217;amministratore della pagine e per i brand di poter contattare i propri utenti tramite messaggi privati.</p>
<p><img class="aligncenter  wp-image-683" title="new timeline" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/03/new-timeline-237x300.jpg" alt="" width="482" height="460" /></p>
<p>Le innovazioni introdotte da Facebook sono in sostanza molto positive per quanto riguarda la comunicazione dei brand. Nonostante l&#8217;abolizione delle landing page limiti notevolmente le possibilità creative, questa, viene compensata dalla possibilità di sviluppare pagine maggiormente visuali. La comunicazione diventando più varia e bidirezionale che non può che apportare numerosi benefici alla comunicazione dei brand. Le novità nella promozione pubblicitaria, infine, renderanno gli annunci sponsorizzati più efficaci, in grado di sfruttare al meglio le enormi potenzialità di Facebook.</p>
<p><a href="www.studiolodetti.it">www.studiolodetti.it</a></p>
<p>Su Mashable.com è possibile visualizzare un video guida sullo sviluppo delle nuove brand page di Facebook:</p>
<p><a href="http://mashable.com/2012/03/01/facebook-timeline-brands-guide/">http://mashable.com/2012/03/01/facebook-timeline-brands-guide/</a></p>
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		<title>QR code marketing</title>
		<link>http://blog.studiolodetti.it/qr-code-marketing/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 10:56:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studiolodetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mobile marketing è una tipologia di marketing associata a fastidiosissimi sms ricevuti sul cellulare a scopo promozionale (purtroppo ancora utilizzata da QUALCHE operatore). Con l&#8217;ascesa esponenziale di vendita, negli ultimi tempi, di smartphones (incrementi di oltre il 100% annuo), si stanno sviluppando tecniche di mobile marketing innovative. Una di queste nuove tecniche è molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/02/artistic-qr-code-by-delivr.png"><img class="alignright size-full wp-image-614" title="artistic-qr-code-by-delivr" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/02/artistic-qr-code-by-delivr.png" alt="" width="112" height="114" /></a>Il mobile marketing è una tipologia di marketing associata a fastidiosissimi sms ricevuti sul cellulare a scopo promozionale (purtroppo ancora utilizzata da QUALCHE operatore). Con l&#8217;ascesa esponenziale di vendita, negli ultimi tempi, di smartphones (incrementi di oltre il 100% annuo), si stanno sviluppando tecniche di mobile marketing innovative.</p>
<p><html><br />
<body></p>
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<p style="text-align: justify;">Una di queste nuove tecniche è molto creativa e non crea disagio: si tratta dello <a href="http://www.flyteblog.com/flyte/2011/03/50-count-em-50-creative-uses-of-qr-codes.html">sfruttamento dei QR code</a>. Il QR Code di per se non è altro che l&#8217;evoluzione dei codici a barre, insomma, una combinazione di moduli neri che contengono informazioni. Questa tecnologia diventa molto innovativa perchè può essere sfruttata dai nuovi devices che tramite le loro fotocamere possono effettuare una scansione del codice e leggere le informazioni in esso contenute. Un esempio dello sfruttamento di questa tecnologia è sui cartelloni pubblicitari di prodotti in metropolitana. Leggendo il QR code dal cartellone pubblicitario, gli utenti possono prendere visione dei dettagli oppure acquistare direttamente dal proprio cellulare il prodotto.</p>
</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/02/qrcode.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-620" title="qrcode" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/02/qrcode.png" alt="" width="448" height="336" /></a></p>
</p>
<p><span id="more-618"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La grande diffusione di questa tecnologia dipende principalmente dal fatto che è una <a href="http://qrcode.kaywa.com/">tecnologia open source</a>, e quindi liberamente utilizzabile dalle aziende. Questa tecnologia permette di rivoluzionare completamente la concezione di mobile marketing: il dispositivo cellulare diventa un tramite per l acquisto.  L&#8217;unione della tecnologia cellulare moderna e QR code consente a qualsiasi immagine di diventare interattiva e spingere ad azioni dirette concrete, utenti che invece sarebbero stati semplici osservatori. Non si tratta unicamente di arrivare ad un atto di vendita, i QR code possono essere utilizzati per rendere interattiva una pubblicità, e quindi promuovere l&#8217;immagine aziendale e il suo ricordo.</p>
</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/02/qr_code4.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-617" title="qr_code4" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/02/qr_code4.jpg" alt="" width="526" height="383" /></a></p>
</p>
<p style="text-align: justify;">La tecnologia QR code è anche personalizzabile graficamente, consente quindi di sviluppare versioni artistiche che ben si adattano alla rappresentazione delle aziende. Ma non solo aziende, alcuni artisti hanno sviluppato perfino <a href="http://2d-code.co.uk/qr-code-art-vannes/">opere d&#8217;arte</a> che fanno riferimento a questa tecnologia, anche l&#8217;arte, infatti, ha sempre ricercato la componente interattiva.</p>
</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/02/colombia2011-149.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-615" title="colombia2011 149" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/02/colombia2011-149.jpg" alt="" width="529" height="406" /></a></p>
</p>
<p style="text-align: justify;">Dall&#8217;inefficiente invio di sms a scopo promozionale, il mobile marketing seguendo le continue evoluzioni tecnologiche riesce ad essere meno invasivo, più interattivo e ad offrire quel valore aggiunto ai consumatori che gli era sempre mancato.</p>
</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.studiolodetti.it">www.studiolodetti.it</a></p>
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		<title>Content is king: il marketing del 2012</title>
		<link>http://blog.studiolodetti.it/content-is-king-il-marketing-del-2012/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 11:53:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studiolodetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[GRAFICA]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Content is king&#8221; è una frase coniata da Bill Gates nel 1996 in un suo famoso articolo in cui prevedeva una sempre maggiore importanza dei contenuti. Oggi la sua previsione si è completamente avverata, nell&#8217;epoca dei social network e dello &#8220;share&#8221; i contenuti sono fondamentali. La viralità dei social network fa si che ogni contenuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/02/3Dmarketingwordssquare.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-595" title="content marketing" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/02/3Dmarketingwordssquare-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>&#8220;Content is king&#8221; è una frase coniata da Bill Gates nel 1996 in un suo famoso articolo in cui prevedeva una sempre maggiore importanza dei contenuti. Oggi la sua previsione si è completamente avverata, nell&#8217;epoca dei social network e dello &#8220;share&#8221; i contenuti sono fondamentali. La viralità dei social network fa si che ogni contenuto venga letto, riutilizzato e trasferito innumerevoli volte.</p>
<p><html><br />
<body></p>
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<p style="text-align: justify;">Anche i motori di ricerca principali si stanno sempre più orientando verso una politica di premiazione dei contenuti: i siti web che propongono nuovi contenuti vengono premiati rispetto a quelli statici, anche se questi ultimi hanno un maggior numero di link. Non sono più i link o la grafica a determinare il valore di un sito web, quanto la sostanza. In questo senso vengono giustamente premiati i blog, che grazie anche ai social network, ottengono un&#8217;enorme diffusione dei loro contenuti, a patto che siano di qualità.</p>
</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/02/Content-is-King.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-596" title="Content-is-King" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/02/Content-is-King.jpg" alt="" width="530" height="300" /></a></p>
<p><span id="more-600"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dato questo sempre maggiore orientamento verso la qualità dei contenuti, anche le tecniche grafiche si stanno adattando: non è un caso che la moda del momento sia quella delle &#8220;infografiche&#8221;: ovvero la diffusione di contenuti testuali, anche molto complessi, in formato grafico, che ne facilita la comprensione. Se le infografiche sono la nuova moda del momento, non di meno stanno assumendo una sempre maggiore importanza anche gli &#8220;slide show&#8221; o i video (grazie a YouTube principalmente).</p>
</p>
<p style="text-align: justify;">Data questa situazione è comprensibile il perché si stia sviluppando sempre più il ramo del marketing dedicato ai contenuti: &#8220;content marketing&#8221;. La promozione aziendale attraverso i contenuti è infatti in rapido sviluppo e sono moltissime le aziende, anche orientate al b2b, che lo stanno sfruttando.</p>
<p style="text-align: justify;">Principalmente si tratta di sviluppare contenuti che riguardano l&#8217;attività di business aziendale e pubblicarla su un blog, quindi diffonderla grazie all&#8217;utilizzo di una rete di social network. E&#8217; proprio lo sfruttamento delle potenzialità dei social network come strumento di diffusione a determinare le &#8220;regole&#8221; di utilizzo del content marketing: una è ad esempio che non può essere effettuata promozione diretta, considerata noiosa e invadente sui social network.</p>
</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/02/retweet-viral.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-598" title="retweet viral" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/02/retweet-viral.png" alt="" width="460" height="270" /></a></p>
</p>
<p style="text-align: justify;">Altri metodi di content marketing riguardano l&#8217;utilizzo di newsletter o magazine periodici in cui viene, sempre indirettamente valorizzato il valore aggiunto e la competenza aziendale. Attualmente il content marketing è in grado di offrire la migliore promozione possibile: il suo punto di forza sta nel fornire informazioni utili, quindi di qualità, promuovendo al contempo l&#8217;immagine aziendale. Da una pubblicità tradizionale &#8220;egoista&#8221; che mira unicamente al proprio interesse, il content marketing, promuove i propri interessi arricchendo il web di informazioni utili.</p>
</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esplosione di questo fenomeno può, appunto (!!!), essere vista in questa interessante infografica:</p>
</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/02/FINAL-Content-Marketing-Explosion.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-597" title="Content-Marketing-Explosion" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/02/FINAL-Content-Marketing-Explosion.png" alt="" width="600" height="6981" /></a></p>
</p>
<p><a href="http://www.studiolodetti.it" class="collegamento"><br />
www.studiolodetti.it</a></p>
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		<title>Google romperà la sua promessa?</title>
		<link>http://blog.studiolodetti.it/google-rompera-la-sua-promessa/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 12:05:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studiolodetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra i cambiamenti previsti per il 2012, i più significativi riguardano ancora Google essendo il motore di ricerca più utilizzato al mondo. Google ha acquisito questo primato grazie al principio di dare agli utenti ciò che cercano nei tempi più rapidi possibili, infatti, la pagina principale di Google si presenta come una pagina bianca e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/02/google-devil.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-583" title="google devil" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/02/google-devil-150x150.jpg" alt="" width="148" height="147" /></a>Tra i cambiamenti previsti per il 2012, i più significativi riguardano ancora Google essendo il motore di ricerca più utilizzato al mondo. Google ha acquisito questo primato grazie al principio di dare agli utenti ciò che cercano nei tempi più rapidi possibili, infatti, la pagina principale di Google si presenta come una pagina bianca e lo stretto indispensabile per fare ricerche (a meno di volerla personalizzare).</p>
<p><html><br />
<body></p>
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<p style="text-align: justify;">Nel 2012 però la compagnia ha esplicitamente dichiarato di volersi orientare sempre più verso la pubblicità, di incrementare, quindi, lo spazio riservato agli annunci sponsorizzati. La spiegazione a questo cambiamento è stata che: &#8220;gli annunci sponsorizzati sono nient&#8217;altro che risposte a determinate ricerche&#8221;. La promessa fatta da Google di impegnarsi unicamente nel proporre ricerche di qualità sembra venire meno, sembra, infatti, che il motore di ricerca abbia intenzione di monetizzare il più possibile la sua enorme diffusione.</p>
</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/02/bad-google-results.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-584" title="bad-google-results" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/02/bad-google-results.gif" alt="" width="415" height="215" /></a></p>
</p>
<p><span id="more-582"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altro significativo cambiamento in tal senso è la modifica delle norme della privacy di utilizzo di Google. Con il cambiamento delle norme della privacy di utilizzo di Google, quest&#8217;ultimo desidera proporre ai vari utenti del motore di ricerca inserzioni personalizzate basate sulla raccolta di informazioni possibile dalla sua enorme rete: Google, Youtube, gMail, ecc.</p>
</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intento ultimo è quello di ottenere informazioni talmente dettagliate da conoscere ciò che gli utenti stanno facendo in quel momento e proporgli pubblicità personalizzate momento per momento. Anche in questo caso la debole giustificazione è stata: &#8220;questi cambiamenti verranno fatti per venire incontro alle esigenze degli utenti e non degli inserzionisti&#8221;. Ma in pochi possono crederci, pare piuttosto un metodo invadente per cercare di eguagliare le possibilità di targeting offerte da Facebook.</p>
</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/02/1078234_370.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-585" title="1078234_370" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/02/1078234_370.png" alt="" width="292" height="300" /></a></p>
</p>
<p style="text-align: justify;">La politica di rivitalizzazione di Google AdWords e lo sviluppo di nuove tecniche di promozione ci fanno chiaramente capire come anche il più grande colosso di internet stia pericolosamente vacillando di fronte alle realtà social come Facebook e Twitter.</p>
</p>
<p style="text-align: justify;">Anche Google dovrebbe ricordare quali sono i fattori che hanno portato alla sua diffusione e rispettare le &#8220;promesse&#8221; fatte (prima regola di OGNI business). Sono gli utenti, non gli inserzionisti, ad aver decretato il successo del progetto Google, e sono sempre gli utenti che se scontenti dell&#8217;invasione della privacy e dell&#8217;eccessiva pubblicità non esiteranno a rivolgersi ad altri fornitori.</p>
</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="www.studiolodetti.it"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff; font-size: small;"><span style="color: #0000ff; font-size: small;">www.studiolodetti.it</span></span></span></a></p>
</p>
<p>Per maggiori informazioni:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.businessinsider.com/google-ads-are-just-more-answers-2012-1"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff; font-size: small;"><span style="color: #0000ff; font-size: small;">http://www.businessinsider.com/google-ads-are-just-more-answers-2012-1</span></span></span></a></p>
</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.businessinsider.com/heres-the-crucial-part-of-googles-new-privacy-policy-that-has-advertisers-salivating-2012-1"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff; font-size: small;"><span style="color: #0000ff; font-size: small;">http://www.businessinsider.com/heres-the-crucial-part-of-googles-new-privacy-policy-that-has-advertisers-salivating-2012-1</span></span></span></a></p>
</p>
<p></body><br />
</html></p>
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		<title>Hootsuite: Social media management</title>
		<link>http://blog.studiolodetti.it/hootsuite-social-media-management/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:39:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studiolodetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[APPLICATIVI WEB]]></category>
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		<description><![CDATA[In ambito social marketing la prima grande necessità che ci si trova ad affrontare è quella di diffondere in modo rapido e automatizzato i contenuti. A fianco di necessità &#8220;micro&#8221; cioè legate ai singoli social network (es. aumentare i contatti / fan / follower), troviamo la &#8220;macro&#8221; necessità di sviluppare una rete di social network [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/01/hootsuiteowl.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-576" title="hootsuiteowl" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/01/hootsuiteowl-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>In ambito social marketing la prima grande necessità che ci si trova ad affrontare è quella di diffondere in modo rapido e automatizzato i contenuti. A fianco di necessità &#8220;micro&#8221; cioè legate ai singoli social network (es. aumentare i contatti / fan / follower), troviamo la &#8220;macro&#8221; necessità di sviluppare una rete di social network che si espanda il più possibile nella rete: post, tweet, articoli del blog, ecc. Attualmente esiste un gran numero di social network e social bookmarks, ognuno con le sue caratteristiche specifiche, e inserire manualmente i contenuti uno ad uno è impensabile.</p>
<p><html><br />
<body></p>
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<p style="text-align: justify;">A seguito di svariate ricerche e test di utilizzo, lo strumento più semplice e completo è: Hootsuite. Sviluppato principalmente per gestire account multipli su Twitter, si integra perfettamente anche con gli altri principali social network come Facebook o LinkedIN. Particolarmente importante e utile, è l&#8217;integrazione di Hootsuite con Ping.fm: un web service per social network e microblogging che a sua volta permette di automatizzare la condivisione dei contenuti su 20 tra social network e social bookmarks: come Delicious, Friend Feed, Tumblr, ecc. L&#8217;unione di Hootsuite con Ping.fm permette, quindi, di raggiungere praticamente ogni maggiore piattaforma social oggi disponibile e in modo automatico. Grazie all&#8217;integrazione con il servizio di RSS Feed, è possibile postare automaticamente sulla propria rete social anche gli articoli del proprio blog.</p>
</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/01/hs-screen-2.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-572" title="hs screen 2" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/01/hs-screen-2.png" alt="" width="430" height="475" /></a></p>
</p>
<p><span id="more-574"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Hootsuite permette, per ogni messaggio, di avere un report dettagliato delle statistiche: quanti click, quante condivisione, ecc permettendo così di verificare l&#8217;efficacia e la viralità dei messaggi. Oltre al potente strumento di analisi è possibile anche effettuare ricerche su singole parole chiave dei contenuti presenti e schedulare la trasmissione dei contenuti, due funzioni indispensabili nell&#8217;ambito di campagne social.</p>
</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/01/hootsuite-analytics.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-571" title="hootsuite-analytics" src="http://blog.studiolodetti.it/wp-content/uploads/2012/01/hootsuite-analytics.png" alt="" width="428" height="435" /></a></p>
</p>
<p style="text-align: justify;">Sviluppato principalmente per Twitter, ha incorporati i servizi di accorciamento dei link come: ow.ly o ht.ly. In questo modo ogni messaggio inviato, o ogni link presente al suo interno, viene automaticamente convertito nella versione più ottimale. Nel caso si sia aggiunto anche Facebook alla lista dei social network su cui postare, Hootsuite, viene incontro alle sue differenti esigenze di comunicazione, permettendo la selezione di un immagine di anteprima da visualizzare sul post (non previsto in caso di aggiornamento automatico RSS Feed). E&#8217; infatti nella gestione degli RSS Feed che si riscontra l&#8217;unica pecca di Hootsuite: paragonato ad altri servizi di questo genere risulta molto lento nell&#8217;aggiornamento (2 ore circa di media).</p>
</p>
<p style="text-align: justify;">In attesa dell&#8217;imminente aggiornamento del servizio RSS feed di Hootsuite, il metodo migliore per l&#8217;automatizzazione degli articoli del blog è quella di utilizzare Hootsuite per la condivisione con Twitter, Ping.fm, LinkedIN, ecc, e utilizzare altri servizi per la condivisione su Facebook (es. TwitterFeed, RSS Graffiti). Sempre nel prossimo aggiornamento è prevista l&#8217;integrazione con l&#8217;unico grande social assente: Google +, e si spera anche Pinterest che è destinato a diventare nel corso del 2012 il maggior social bookmark in circolazione.</p>
</p>
<p style="text-align: justify;">Non poteva mancare, infine, anche la possibilità di gestire il tutto in modo semplice e veloce sul proprio cellulare tramite le applicazioni per iphone e android. Una volta provate le funzionalità, anche della versione free, di questo dashboard è garantita l&#8217;impossibilità di farne a meno sia per gli addetti al social marketing che per i singoli utenti o blogger.</p>
</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/t9vs0PfgXsc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">
<a href="http://www.studiolodetti.it">www.studiolodetti.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">
</p>
<p>Per maggiori informazioni:</p>
<p><a href="http://www.sestyle.it/2011/un-gufo-per-amico-gestire-i-social-media-con-hootsuite/">http://www.sestyle.it</a></p>
</p>
<p><a href="http://socialmediatoday.com/mark-paddock/384447/5-reasons-why-social-media-managers-love-hootsuite">http://socialmediatoday.com</a></p>
</p>
<p><a href="http://hootsuite.com">hootsuite.com</a></p>
<p></body><br />
</html></p>
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